Arroganza in fotografia

Ammetto che questo mio articolo possa apparire inconsueto alle persone che mi seguono con frequenza. Solitamente scrivo articoli utili per quanto riguarda il viaggio: piccole guide, consigli, ma anche tutorial per Photoshop. Questa volta voglio concentrarmi su una tematica che mi sta a cuore, o meglio che non riesco proprio a sopportare: l’arroganza in fotografia.

Chi più chi meno, siamo partiti tutti da zero. Con una macchina fotografica da due soldi, oppure presa in prestito da nostro padre abbiamo iniziato a scattare fotografie. A furia di usarla, la passione è aumentata e abbiamo iniziato a diventare più bravi. Alcuni ci hanno messo maggiore passione e impegno, altri magari un pelo in meno. Tutti quanti tuttavia, ci abbiamo messo passione.
Alcuni sono diventati inevitabilmente più bravi e altri meno. Non dobbiamo dimenticare di inserire nell’equazione due componenti: la fortuna e la base di partenza. Certo un ragazzo proveniente da una famiglia benestante avrà sicuramente maggiori possibilità di coltivare la sua passione rispetto a chi non riesce a tirare a fine mese.. e spesso quella stessa persona avrà porte spalancate.
A priori.

Un surfista valuta le onde, riviera del Conero (Italia)

Succede poi che i fotografi meno bravi (spinti dalla voglia di migliorare) si mettano in contatto con quelli più bravi per chiedere consigli, informazioni o anche solo per avere dei suggerimenti su cosa fare e come farlo da chi ha più esperienza di loro.

E’ proprio qui che sorge il problema dell’arroganza in fotografia: questi fotografi “bravi”, i quali dovrebbero sentirsi onorati di poter aiutare e formare una giovane recluta, rifiutano ogni tipo di aiuto. Qualora rispondano, lo fanno male, con sintetica arroganza. Succede un po’ tutto il mondo, ma ho notato che in maniera peculiare accade in Italia. La cosa assurda è che la fotografia porta a viaggiare ed aprire la mente. Dovrebbe quindi rendere le persone migliori.
Invece succede che molti si chiudano, come a voler proteggere qualcosa. Come se avessero un perenne timore di tutto e tutti, come se fossero costantemente in lotta per la supremazia.

Dal mio punto di vista l’arroganza in fotografia è unicamente sinonimo di insicurezza. Sono assolutamente convinto che un professionista (qualunque genere di professionista) non debba temere la concorrenza se è assolutamente convinto del prodotto che sta fornendo. Soprattutto per quei professionisti che oramai sono diventati un simbolo nel loro settore.

La mostra fotografica di Steve McCurry presso la reggia di Venaria Reale

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Hai domande? Usa l’area commenti a fondo pagina! Noi non siamo arroganti 😉

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