Ascoli Satriano

I Grifoni Policromi e la Villa Faragola

Ascoli Satriano è la città che ospita la Villa di Faragola, una delle più lussuose residenze rurali note in Italia meridionale. Probabilmente appartenuta agli Scipioni Orfiti, una potente famiglia senatoria che annovera almeno due consoli nel II secolo e di cui sono noti esponenti ancora nel IV secolo.

La villa sorge su in un’area in precedenza occupata da un villaggio di età daunia del IV-III secolo a.C., è però a partire dal II-III secolo d.C. e, soprattutto, nel corso del IV e del V secolo che il complesso conobbe un notevole ampliamento, con la costruzione di questa grande villa.

Fino ad ora si è arrivati all’individuazione di un atrio, circondato da un portico e da una serie di ambienti la cui destinazione funzionale è ancora ipotetica (cubicula, ambienti di servizio, vani riscaldati) e di un peristilio, anch’esso posto al centro di numerosi ambienti, oltre ad alcuni vani delle terme, verosimilmente attribuibili a questa fase e riutilizzati nelle grandi terme del V-VI secolo.

L’elemento di maggior pregio è la sala da pranzo (cenatio) a pianta rettangolare (IV-V secolo d.C.), circondata da un portico e decorata da pavimenti di marmo e da lussuosi e rari tappeti in opus sectile vitreo e marmoreo; è dotata di uno stibadium (una sorta di divano) in muratura, dotato di una fontana e decorato con rivestimenti in opus sectile e con due rilievi figurati. Questo tipo di struttura costituisce quasi un unicum, considerato che sono al momento noti solo altri 2-3 esemplari al mondo, nessuno dei quali così bene conservato e decorato tanto lussuosamente.

Molto pregiati sono anche i mosaici policromi a decorazione geometrica che costituivano la pavimentazione di altri vani della villa di Faragola.

La sala da pranzo, fu pensata come uno dei poli principali della villa, collegata alle terme tramite un corridoio.
La cenatio, con il suo ricco apparato decorativo parietale e pavimentale, fornisce senza dubbio le indicazioni più chiare sul progetto architettonico, decorativo ed ideologico posto alla base dell’intervento edilizio promosso dal dominus, pienamente e perfettamente integrato nelle forme di vitae nelle manifestazioni tipiche della classe aristocratica tardoantica cui apparteneva e finalizzato ad esaltare il banchetto come momento centrale nelle pratiche aristocratiche.

Il materiale storico e descrittivo è stato tratto dalle ricerche condotte dal prof. Giuliano Volpe i cui risultati sono pubblicati sul web