Tappa 01: Milano – Spezia

Nadia: un incontro inaspettato

La partenza del mio viaggio, lo ammetto, non è stata di certo delle migliori. Essendo io un neofita delle due ruote ed andando verso l’estate inoltrata, ho ben pensato di non aggiungere al mio corredo il vestiario anti pioggia. Purtroppo, appena ho inserita la chiave per accendere la motocicletta, si è scatenata una vera e propria bufera. L’acqua scendeva a secchiate ed io avevo indosso una giacca traforata con un comunissimo jeans e scarpette da corsa. Ero ridicolo, completamente fradicio. Di li a poco sono riuscito a reperire una giacca anti pioggia della tucano. Larga, scomoda e pesante.. ma l’unica possibilità per uno che si era ridotto all’ultimo istante per correre ai ripari. Inizialmente era mia intenzione arrivare a Genova con tutta calma, sfruttando certamente un’autostrada (l’unico tratto all’andata), visitando e successivamente ripartendo per Lerici. Purtroppo però il maltempo mi ha costretto a scegliere la strada più breve e veloce possibile. Ho quindi preso la Milano-Bologna e poi deviato sulla Cisa. Sul tratto autostradale della Cisa le condizioni meteo sono peggiorate ulteriormente. La visibilità era di poche decine di metri, l’asfalto era una gigantesca pozza d’acqua e le forti raffiche di vento continuavano a farmi oscillare a destra e sinistra.

Pochi altri motociclisti come me, folli, ho pensato. Più o meno facevamo tutti le stesse cose, procedevamo a bassissima velocità, usando talvolta i camion come scudo per il vento.
Durante questo tratto autostradale ricevo una telefonata dalla proprietaria del B&B dove avrei dovuto soggiornare quella notte. Il messaggio era chiaro: a causa di un imprevisto non avrei potuto essere suo ospite. Per fortuna però, Gabriella (la proprietaria di questo B&B) conosceva un’altra donna, anch’essa proprietaria di una piccola struttura nei pressi di Lerici. Sono stato quindi dirottato su quest’altro B&B.

Arrivato all’indirizzo indicatomi, suono il campanello. Vedo arrivare una donna che viene ad aprire il cancelletto. Non conoscevo questa donna, ma mi ha accolto con un abbraccio e un bacio. Era contenta della mia presenza. In un istante avevo già posato lo zaino ed eravamo sotto il suo patio a chiacchierare. Nadia -questo il nome della donna- mi raccontava di essere una master Reiki. Conoscevo questa disciplina, in passato avevo già avuto esperienze in merito.
In un batter di ciglia ci siamo ritrovati a parlare di anima, di karma e di flussi d’energia. Mentre muoveva le sue labbra ero completamente rapito dal colore dei suoi occhi, avevano il colore del ghiaccio. Sul suo volto vi era stata tanta sofferenza, che aveva scelto di trasformare in amore verso il prossimo. Pochissime persone al mondo sono capaci di un tale atto di fede e di volontà, Nadia era una di queste. Il tempo è passato velocemente tra un discorso e l’altro. Dalla cabala, al feng shui, dall’arredamento ricercato della sua casa fino a vicende del suo passato.
Il tutto condito da un’ottima tisana e un sorriso impagabile. Il sorriso di una donna che era in pace con se stessa e con il mondo. Neutrale, distaccata e armoniosa.
La sua struttura, un piccolo B&B, conta solo due camere. Entrambe molto semplici ma ben studiate. Affacciano sulla riva di un fiume, basta guardare dalla finestra per sentirsi rilassati nel profondo. Per un attimo sono stato tentato di non “sponsorizzare” la sua struttura, di tenere questo piccolo angolo di paradiso tutto per me, in modo da poterci tornare a mio piacimento.. ma inevitabilmente alcune parole dette poco prima sotto quel patio riecheggiavano nella mia mente: “la felicità va condivisa” e “è giusto condividere questo pezzo di paradiso con chi non lo possiede”. Ancora una volta la gentile Nadia aveva ragione, dovevo combattere questo primordiale istinto e cercare di lasciare ad altri la libertà di provare le mie stesse emozioni.
La struttura si chiama “Casa Nadia Bed & Breakfast” e si trova a Fiumaretta (SP)

Forse normalmente mi sarei arrabbiato per il viaggio “burrascoso” o per il cambio di programma.. ma ho deciso di viverla con uno spirito diverso. 
Come uno scalatore che lotta per raggiungere la vetta, esistono solo due punti di vista: guardando in su “oddio, manca ancora un’infinità alla fine”, oppure guardando in giù “cavolo, ho già percorso tutta questa strada?”.
 Sono contento di aver fatto questo incontro, sento che questa donna rappresenta un tassello importante della mia vita ed ora è al suo posto.
Non mi resta che scoprire cosa mi riserverà il domani.