Tappa 02: Spezia – Lucca

Michela e i suoi orizzonti

L’indomani mi sveglio con calma e quando scendo in sala da pranzo, trovo di nuovo Nadia ad accogliermi con il suo sorriso e una bella colazione sotto al solito patio. Le marmellate sono artigianali e lei si dimostra ancora una volta premurosa e gentile, decidendo di fare colazione con me per “farmi sentire a casa”. Che dire.. ben fatto. Ho soggiornato in centinaia di alberghi di alto livello e nessuno di questi mi ha trasmesso una tale energia e positività. Durante la colazione mi chiama nuovamente Gabriella, la proprietaria del B&B che il giorno prima mi ha chiamato per disdire. Mi offre comunque la possibilità di fare fotografie dalla sua terrazza e mi spiega che la vista è molto bella, “da cartolina”. In meno di 15 minuti mi ritrovo su una collina appena sopra Lerici, dal cancello a casa sua si devono percorrere 200mt di salita abbastanza ripida da fare a piedi. Quando arrivo in cima mi volto e vedo tutto il golfo. Lerici, Porto Venere.. uno spettacolo. Mi mostra una delle camere, quella in cui avrei dovuto soggiornare. Molto bella, dalla terrazza (privata della camera) è possibile fare colazione ammirando il blu del mare in uno scorcio “da cartolina” come lei stessa aveva promesso.

Una volta fotografato era ora di ripartire in direzione Lucca. Qualcuno penserà che le tappe La Spezia e Lucca sono un po’ troppo ravvicinate e forse avrebbe ragione.. ma in questa zona c’è talmente tanto da vedere che vale la pena spendere un giorno in più.

Il viaggio è tranquillo, il clima è perfetto e in cielo non vi è una nuvola. Pare quasi impossibile che poche ore prima mi fossi imbattuto in quelle condizioni atmosferiche così terribili. Decido quindi di percorrere -come da programma- la costa, con una piccola deviazione a Massarosa, dove percorro una strada tortuosa che mi porta su di una collina.. perfetto il panorama dall’alto.

Nel pomeriggio decido di fare un veloce giro all’interno delle mura di Lucca, prima di andare a posare l’attrezzatura da Michela, proprietaria del prossimo B&B.

Michela ha una piccola casetta immersa nel nulla che si trova su un colle appena alle spalle di Lucca. La strada per raggiungerla è il paradiso di ogni motociclista, un susseguirsi di tornanti in mezzo ad un totale deserto, per vari motivi ho percorso questa strada diverse volte e non ho mai incrociato nessuno. Una volta arrivati in cima (qualche km dalla strada principale) si capisce perchè Michela abbia deciso di vivere in un posto tanto isolato: quiete. Quiete sotto ogni aspetto, attorno a me vedo solo colline, laghi e mare. Spazio vuoto. La vita di città offre, ovviamente, una serie di comodità.. ma è sporca umida, rumorosa e caotica. Fa piacere sapere che qualcuno abbia deciso di vivere rinnegando tutto questo.
A breve incontro la proprietaria che mi accoglie con un sorriso. Sono l’unico cliente in quel momento perchè il giorno dopo sarebbe partita per le ferie. In poco tempo capiamo che c’è feeling, che si parla la stessa lingua. Mentre mi offre da bere nel suo soggiorno mi spiega di come la società moderna sia destinata al fallimento, di come la politica stia distruggendo questo paese di come sono le nuove generazioni rispetto alle vecchie, ai nostri padri e ai nostri nonni. Ha ragione, ha ragione su tutto.. il lato positivo di questo impoverimento culturale e teatrino (e anche qui concordiamo) è che offre spunto a comici come Maurizio Crozza. Parliamo persino di lui. Forse la solitudine ha portato Michela ad aprirsi con le persone, o forse è semplicemente una donna solare e amichevole.. fatto sta che mi piace parlare con lei.

Mentre parliamo, sentiamo il rumore di un’auto con della musica ad altissimo volume. Strano, dato che su quella strada non passa mai nessuno. I due uomini si fermano esattamente davanti alla porta d’ingresso e Michela esce per chiedere se desiderassero qualcosa. Scendono dall’auto con un fare arrogante ed intimidatorio, iniziano a scrutare ovunque senza alcuna regola di buona educazione o permesso da parte della proprietaria. Vedendo la mia nuova amica così turbata, chiedo chi fossero e cosa volessero. Il più grosso tra i due portava al collo una medaglietta militare, occhiali da sole e una polo economica. Risponde di essere della SIAE e di essere il direttore della zona. Stupito chiedo di vedere un documento che lo comprovasse. Me lo mostra, ma senza lasciare che io possa toccarlo. Una volta riposto si dimostra stizzito nei miei confronti e innervosito. Il dialogo dura poco, ma è sembrata un’eternità. Volevano informazioni sul B&B di Michela, sul possesso di radio o televisioni. Lei risponde che non possiede questo tipo di apparecchi, neanche nelle stanze in quanto la tv non le piace e che in quel luogo di quiete non serve altro.

Una volta calmati gli animi, i due risalgono in macchina e scompaiono così come sono arrivati. Strana la vita, Michela mi confessa che è stata la prima volta e in tanti anni che abitava li, mai nessuno si è presentato in questa maniera. Nadia, la mia sciamana, avrebbe sicuramente detto che nulla avviene per caso e per tutto c’è una ragione. Che fossi destinato ad essere li proprio in quel momento?

La sera le lascio spazio per i preparativi della sua vacanza e mi reco a Pisa, dove decido di fotografare la torre in notturna. Al mio ritorno era oramai notte e mi rendo conto che non avevo notato una cosa di casa sua. Sopra la mia testa vi era un tappeto di stelle, un cielo terso e pulito e nessuna luce a rovinare questo incanto. Stanco, spossato e dolorante, nessun modo migliore per augurarmi la buona notte.