Tappa 11: Siracusa – Agrigento

Cattive sensazioni

La giornata inizia decisamente bene. Mi sento carico e pieno di energia. I due giorni di precedente relax sono serviti a smaltire un po’ di stanchezza arretrata.
L’obbiettivo è quello di recarmi Agrigento e visitare la valle dei templi. Il viaggio è molto lungo, oltre quattro ore.. ma il clima è a mio favore. Stranamente nuvoloso e “fresco”.. per quanto ovviamente la Sicilia possa essere fresca.

Prima di partire decido di fare una tappa a Palazzolo Acreide, un comune arroccato nell’entroterra siciliana. La motivazione di questa deviazione è la festa in onore di San Sebastiano. Questa festa è una di quelle ricorrenze religiose locali, dura tre giorni ma la giornata più intensa è quella del 10 di agosto, guarda caso proprio oggi.
Questa ricorrenza -a me sconosciuta- mi è stata indicata da un abitante di Siracusa che ho avuto modo di conoscere durante i due giorni precedenti. Siccome questa persona mi ha dato un’ottima impressione, ho deciso di seguire il mio istinto dandole retta e presentandomi alla basilica di San Sebastiano nell’orario esatto dell’evento.
Sinceramente ero un po’ scettico, mi chiedevo come potesse essere possibile che queste persone provassero emozioni intense per una festa patronale.. mi sbagliavo. Non appena arrivato nella piazza di fronte alla basilica mi sono reso conto dell’enorme movimento ed energia che avevano. Dopo un paio di fotografie tra la folla, decido di salire le scale ed entrare nella chiesa. Davanti a me vi erano due enormi altari con decine di ragazzi agghindati di rosso e bianco. Di lì a poco il loro lavoro sarebbe stato quello di portare, a spalla, questi pesantissimi altari lungo tutta la città.. un compito decisamente impegnativo.

Durante i preparativi della cerimonia, i fedeli venivano incitati con urla in dialetto (abbiate pazienza, ma non ho capito cosa dicessero). A turno, i genitori portavano i neonati per farli innalzare sul trono durante queste grida. I piccolini, a dirla tutta, non erano per nulla felici. Questo clima festoso e sacro era per loro caotico e rumoroso. Inevitabili quindi i pianti a dirotto.

Esco dalla chiesa ed aspetto come tutti che incominci l’evento. Ad un tratto inizi uno spettacolo pirotecnico proprio di fronte a noi. Definirli fuochi d’artificio è riduttivo, si tratta più di un’esplosione di coriandoli giganti. Un trionfo di colori, emozioni, grida e sudore. Mentre fuori dalla chiesa impazza il caos dovuto al frastuono dello spettacolo, escono dall’interno della basilica i due altari. I portatori, con aria di fatica e gioia, caricano.. quasi come fosse cavalleria che sfonda le linee nemiche.
Forti, sicuri, fieri.

Una volta all’esterno incomincia il giro. Ancora grida, ancora bambini innalzati al cielo. Il carro scompare tra le strette vie di Palazzolo e dietro di se lascia la quiete.
Ho partecipato ad una loro festa popolare, ho condiviso la loro emozione quasi come se fossi anche io siciliano. Per un istante mi sono sentito orgoglioso per quella terra che non mi appartiene. Grazie, Sicilia.

Terminato l’evento, salgo in sella del mio Ducati Monster e proseguo verso Agrigento. Il primo tratto di di strada è veramente fenomenale. Oramai penso di poter affermare di aver percorso un discreto numero di curve lungo tutta l’Italia. Queste, a mio parere, sono tra le migliori. Sembrava un “Pikes Peak” in miniatura. Un modo decisamente carino per festeggiare gli oramai 3000km del Trip: Italy.

Giunto ad Agrigento mi reco subito al B&B che mi ospiterà. Si chiama “Terrazze di Montelusa” e si trova nel centro storico. Parcheggio la moto proprio di fronte alla struttura e faccio conoscenza con Francesco, un mio omonimo. Francesco è una persona particolare, molto spigliata e che parla perfettamente diverse lingue. Chiacchieriamo un po’ del Trip e mi mostra delle antiche fotografie della sua famiglia, risalenti a prima delle guerre. Prima di andar via mi chiede “sai leggere la musica?” ed inizia a suonare un brano di Beethoven al pianoforte. Quanto lo invidio, vorrei saperlo fare anche io.. prima o poi imparerò!

Guardo fuori dalla finestra e noto che la luce è fenomenale, il cielo è leggermente nuvolo e i templi sembrano “fuori dal tempo”. Quasi dimenticavo un piccolo dettaglio.. da questo B&B si vedono perfettamente entrambi i templi e tutta la valle. La scelta della struttura non è stata casuale.
Giunto al parcheggio del tempio di Giunone, mi vengono in mente le parole di un locale…”attenzione ai parcheggi, non è una zona tranquilla”. Tempo addietro mi sconsigliò di lasciare l’auto parcheggiata in quella zona a causa dei possibili furti. Di auto ce n’erano a bizzeffe e decido di entrare in un parcheggio sterrato, ma a pagamento.
Non appena varcato l’ingresso per la valle dei templi, mi pervade una pessima sensazione, così forte da non riuscire a concentrarmi. Continuo a guardare alle mie spalle e a tenere l’orecchio “puntato”, nel caso sentissi il motore della mia moto.

Nulla da fare, non posso fotografare con questo stato d’animo e non posso correre il rischio che per due foto io perda il mezzo con il quale terminerò il mio viaggio.
L’ultima volta che provai questa forte sensazione d’ansia e angoscia ero all’autodromo di Monza. A quei tempi io e i miei amici scavalcavamo a notte fonda per godere del gran premio gratuitamente. Non era tanto per il denaro, quanto il divertimento e la difficoltà nel riuscirci. Una di quelle notti mi recai a Monza con la mia auto, una vecchia Punto Gt Turbo. Provai quella sensazione, la ignorai e una volta finito lo spettacolo della F1 mi accorsi che l’auto era scomparsa – svanita – dissolta. Ovviamente mai più ritrovata.
Il solo pensiero di rivivere di nuovo la stessa scena mi spinge a ritornare sui miei passi. In un primo momento cerco un parcheggiatore “affidabile” e decido di lasciargli dei soldi per tenerla d’occhio.
La sensazione però ancora non passa. Mi rimetto in sella e torno, sconsolato, al B&B.

La sera sono un po’ pensieroso. Rifletto tra me e me sulla vita che ho deciso di condurre.
Le emozioni, le ispirazioni.. sono la base di ogni forma d’arte. Fotografia e scrittura, di conseguenza, si nutrono delle emozioni che prova il fotografo nel momento in cui preme quel tastino sulla fotocamera. L’ansia per il possibile furto di poche ore prima, mi ha lasciato una pessima sensazione dentro. Devo porre rimedio assolutamente.

La terrazza dell’albergo è bellissima. Sono in uno dei punti più alti di Agrigento. Il vento soffia forte e davanti a me ci sono i due templi maggiori (Giunone e Concordia) perfettamente illuminati. Un piccolo escamotage per aiutare l’ispirazione. Decisamente meglio di una fredda camera d’albergo.
Intendiamoci, non che io abbia delle scadenze o un capo che mi controlli.. quello che faccio lo faccio per me stesso e per la gente che hanno deciso di leggere queste pagine. Ci sono delle persone che si sono appassionate leggendo i vari racconti del Trip: Italy e non ho intenzione di deluderle.
Prima di partire per il mio viaggio, la fase preparatoria è stata molto serrata ed impegnativa. Lo ammetto, il solo pensiero di dover scrivere ogni giorno un articolo mi terrorizzava. Non ho mai avuto grandi problemi nel buttare su carta i miei pensieri.. ma un conto è farlo per se stessi e un conto è farlo per gli altri. Riuscire a trasmettere un’emozione è una cosa bellissima.. probabilmente è una delle cose più difficili che esistano. Io ci provo usando il connubio di immagini e parole e se anche solo una persona è riuscita a seguirmi mentalmente lungo il mio viaggio, beh.. allora posso ritenermi soddisfatto.
Basta piangersi addosso. Non posso aver percorso 3000 Km ed arrivare fino ad Agrigento per poi non vedere i templi di notte. Decido di trovare una strada alternativa.
Batto tutti i numeri di taxi possibili, nessuno disponibile per un servizio dopo le ore 20:00.

Prendo quindi le chiavi della moto e mi dirigo verso la valle in cerca di una soluzione. Vedo che proprio a due passi dal tempio della Concordia vi è un albergo di lusso a 5 stelle. Con nonchalance entro al suo interno, percorro tutto il viale alberato e saluto la guardia. C’è aria di festa, musica e un banchetto. Decine di camerieri corrono all’impazzata tra tavoli e cucina. Ne fermo uno e -fingendomi un cliente- chiedo che strada percorrere a piedi per raggiungere l’ingresso dei templi.
Mi spiega la strada e in pochi minuti sono dentro la valle.. felicissimo, assolutamente sereno e rilassato. Quello è il miglior luogo dove lasciare la Ducati, me lo sento.

Inizio la visita. Questi giganti di pietra sono veramente stupendi, valeva la pena fare questa fatica per vederli. Eseguo qualche decina di scatti in notturna e con un sorriso stampato sulle labbra torno nell’albergo dove ho parcheggiato. Il minimo che io possa fare è ringraziarli.. si chiama Hotel Villa Athena e gode di una vista “da cartolina” rispetto al tempio della Concordia. La terrazza dalla quale si cena, dista pochi metri dalle rovine. So che ho fatto una cosa sbagliata.. ma spero di essermi fatto perdonare.