Fotografare gli animali

Cogliere l’attimo

Questo articolo è incentrato sugli animali, vedremo quali sono gli accorgimenti più importanti per fare fotografie taglienti e ottenere il massimo dal soggetto prescelto.

Cogliere l’attimo:

Uno dei problemi maggiori della fotografia agli animali è che sono imprevedibili. Certo, per cani e gatti possiamo farli sedere e chiamarli o invitarli al gioco, ma non avremo mai quell’interazione che abbiamo con un altro essere umano nella fotografia ritrattistica. Il punto è quindi carpe diem, cogliete l’attimo. Non basta avere semplicemente un dito veloce, è necessario avere delle competenze più vaste.

Il primo requisito è la conoscenza del soggetto o della specie che state per fotografare. Se si tratta di animali domestici, giocate con loro e interagite.. tentate di capire come si muovono e cosa stanno per fare. Dovete prevedere i loro movimenti ancor prima che li compiano, solo in questo modo sarete realmente pronti a scattare.
In questi anni ho fatto molta esperienza con il Lupo Cecoslovacco ed altri lupoidi, oramai riesco a capire quali saranno i movimenti che faranno durante la fase di gioco, in questo modo il mio dito è sempre pronto con la messa a fuoco più veloce possibile e le corrette impostazioni di scatto.

Due American Wolfdogs giocano in un prato

Osservate l’immagine che segue. Mentre passeggiavo sul lungo mare di Monopoli (Puglia) ho scrutato questo gatto che osservava i passanti. Prima su un lato del balcone, poi sull’altro.. faceva avanti e indietro, non stava mai fermo. Ho deciso quindi di prendere posizione, scegliere un’inquadratura e settare la reflex in modo tale che il muro bianco non facesse venire la foto bruciata (era una giornata molto luminosa). A quel punto ho atteso con pazienza e dopo un paio di minuti il gatto ha fatto l’abitudine alla mia presenza e si è fermato in un solo punto. Beccato, il gatto è nel sacco!

Un piccolo gatto curioso a Monopoli, Puglia

Posizione e coinvolgimento:

La posizione migliore per fotografare un animale è sicuramente all’altezza dei suoi occhi.. il che vuol dire che se l’animale è piccolo dovrete accovacciarvi o stendervi per terra. Non ha importanza se il suolo è fangoso, se c’è la neve o se siete sulla sabbia bollente; una foto dall’alto in basso è priva di ogni significato, non lascia spazio ad uno sfondo e appare piatta. Per creare coinvolgimento dovete far si che la camera catturi il punto di vista dell’animale, vedere come vedrebbe lui, sfruttare la sua prospettiva. Guardate questa fotografia, per farla mi sono steso sulla neve e sono riuscito ad allinearmi perfettamente con i suoi occhi, voi vedete lui esattamente come lui sta vedendo voi. Lo trovo quasi “imparziale”.

Uno splendido American Wolfdog nei boschi del Pollino

Scegliere fotocamera e obbiettivo:

Nel fotografare gli animali vi renderete conto di quanto sia utile un’attrezzatura veloce. A meno che non stiate facendo foto a gattini sul divano, avrete bisogno di autofocus precisi e velocissimi e di obbiettivi dotati di USM (Ultra Sonic Motor).
Personalmente per questo tipo di fotografie preferisco fotocamere Aps-c, in modo tale da avere il vantaggio del moltiplicatore x1.6 (su Canon) e di x1.5 (su Nikon). Così facendo un 100mm corrisponde ad un 160mm, non è per nulla male.
Le Aps-c hanno un altro vantaggio da non sottovalutare, ovvero un flash integrato nella fotocamera (cosa che non accade su molte full frame). La luce migliore per scattare fotografie è come sempre quella dell’alba (e mattino) e quella del tardo pomeriggio, ma a meno che non abbiate molto tempo a disposizione, difficilmente potrete scattare solo in queste fasce orarie. Durante le ore centrali il sole cade in modo troppo diretto, creando delle fastidiose ombre sul soggetto. Per ammorbidire queste zone d’ombra potete sfruttare il flash della vostra camera diminuendo un po’ la potenza per non eliminare del tutto le ombre, lo scopo è ammorbidirle.
Tenete sempre a mente una cosa, quando scattate con il flash la vostra camera riuscirà a supportare un tempo di scatto massimo, altrimenti l’otturatore “taglierà” un pezzo di luce. Normalmente sulle reflex si aggira dal 1/200 al 1/250, ma dipende da modello a modello. Non mi stancherò mai di ripetere che la conoscenza dell’attrezzatura è fondamentale, dovete leggere sempre il manuale della vostra fotocamera. Un’alternativa potrebbe essere quella di usare flash esterni dotati di HSS (High Speed Sync), i quali permettono sincronizzazioni con tempi di scatto di gran lunga superiori (1/800 – 1/1000sec).

Per quanto riguarda l’apertura del diaframma e il tempo di scatto, non ho parametri standard, dipende sempre da quello che mi interessa. Se ho un solo soggetto, posso permettermi di aprire molto il diaframma (f1.8 – f4), sfocando tutto ciò che non sia sul piano focale dell’animale. Se invece ho più animali o mi interessa che il background sia visibile, è necessario chiudere un po’ (in questo caso viaggio tra gli f8 e gli f11). Il tempo di scatto invece è qualcosa di meno flessibile, dipende molto dalla velocità del soggetto e dall’attività che sta svolgendo. Se un cane sta giocando con i suoi simili, difficilmente riuscirete a “congelare” quell’immagine a meno di 1/500sec. Il problema di quando si usano tempi di scatto così veloci è che si perde moltissima luminosità (e l’utilizzo del flash perchè, come ho detto prima, a meno che non abbiate un flash HSS potrete adoperarlo fino ad 1/200sec), quindi dovrete trovare il giusto compromesso tra apertura diaframma – tempo di scatto e sensibilità ISO. Vi rimando all’articolo sui comandi della fotocamera, nel quale è spiegato come questi valori sono correlati tra loro.
Personalmente cerco sempre di tenere ISO più bassi possibili per evitare rumore digitale, il problema nasce quando devo scattare una foto con un tempo molto rapido e ho scarsa luminosità Poniamo l’esempio di essere in un sottobosco, la luce sarà veramente ma veramente scarsa.. l’unica alternativa è cercare di diminuire il tempo di scatto nei limiti del possibile (ricordate che il mosso non lo correggete in post produzione), aprire il diaframma il più possibile e alzare gli ISO. Se invece, al contrario, mi trovassi su una spiaggia in una giornata molto luminosa avrò tutta la libertà di gestire questa luce nella maniera che preferisco. ISO 100, diaframma chiuso al punto giusto per mettere a fuoco i soggetti che mi interessano e tempo di scatto veloce per congelare i movimenti rapidi.

Un utente mi ha chiesto se usassi il treppiedi anche per la fotografia ad animali, dunque la risposta è no.. o meglio: tendenzialmente preferisco interagire con loro (se posso) e muovermi con assoluta libertà nel contesto che sto fotografando. In questo caso per me l’agilità è un elemento importantissimo, difficilmente potrete dire ad un animale di stare fermo in una posa per piazzare il cavalletto e fare con comodo, dovrete essere voi ad adattarvi. Con questo non ne escludo completamente l’utilizzo, semplicemente mi capita di usarlo molto di rado. Sicuramente se dovessi scattare a 400 mm o a 600mm ne avrei necessità, ma fino ai 300mm penso che sia fattibile anche a mano libera.

Lo stabilizzatore di immagine:

Mi duole avvisarvi che lo stabilizzatore d’immagine ha un’utilità molto esigua in questo tipo di foto. Tecnicamente, lo stabilizzatore rimuove le vostre vibrazioni, non il movimento del soggetto. Il rischio, anzi, è che quando farete una foto ad un animale in rapido movimento lo stabilizzatore impazzisca e dia un risultato peggiore rispetto alla stessa foto con IS disabilitato. Io preferisco lavorare sempre con stabilizzatore (o vibration reduction per i Nikoniani) disabilitato e tempi di scatto di sicurezza. Non mi stancherò mai di dirlo, devono corrispondere al doppio della focale.. una foto a 100m= 1/200sec. Una foto a 200mm= 1/400sec.
Gli obbiettivi di fascia L, o fascia professionale, hanno più modalità di IS. In questo modo riescono a capire se il soggetto sia in movimento o meno. In quel caso è possibile l’utilizzo, anche se personalmente continuo a preferire ottiche nude e crude.

Non abbiate paura di sperimentare. Molti fotografi adoperano quasi solamente tele obbiettivi per fotografare animali, non cadete in questa trappola. Certo, se state facendo un safari il tele diventa una necessità, ma se state fotografando animali più docili avete la possibilità di provare angolazioni diverse con lenti e parametri diversi. Per la foto che segue ho scelto una lente grandangolare, normalmente si adopera per i panorami, ma non mi sembra che il risultato sia poi così sgradevole.

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