Gestione RAW e Jpeg

da | 31 Gen, 2020 | 0 commenti

Un file RAW non è altro che un formato di immagine “grezzo” che non subisce la brutale elaborazione del processore della fotocamera digitale e resta aperto a modifiche che andrete ad operare voi in post produzione. Raw è la traduzione inglese di “grezzo” e viene adoperato come termine generale, nella realtà il file ha una nomenclatura differente in base alla marca della fotocamera (su Canon è il .CR2, su Nikon è .NEF, su Sony .ARV e su Olympus .ORF).

Se siete fotografi della vecchia leva, potete immaginare che il formato RAW sia il negativo del digitale, mentre selezionando Jpeg è un po’ come se aveste in mano una Polaroid, sceglie lei come viene fuori la foto.

Quando scattate una fotografia, avete la possibilità (sulle fotocamere che lo supportano) di salvare le foto in Jpeg (risoluzioni: S-M-L), oppure in RAW. Oramai su tutte le fotocamere ci sono diversi livelli di compressione del RAW, voi tenete in considerazione quello “vero” e non la versione ridotta. Se dovete fare una cosa, fatela bene!

Esiste inoltre la possibilità di scattare foto in doppio formato, sia RAW che Jpeg. Questa soluzione è la più onerosa in termini di spazio di archiviazione, ma è quella che personalmente preferisco.

GLI SVANTAGGI DEL FILE RAW

I file RAW sono molto più pesanti in termini di Mb rispetto ai Jpeg, quindi usare questo formato ridurrà di molto la quantità di foto immagazzinabili nella SD della vostra fotocamera, per non parlare della velocità di memorizzazione al momento dello scatto (ovviamente le raffiche saranno molto più brevi perché la fotocamera farà fatica a salvare i file).

Sono molto pesanti e difficili da gestire. Fino a poco tempo fa, Windows non permetteva di aprire in modo nativo questi file, ci si deve appoggiare su programmi esterni come Adobe Bridge, Lightroom o Photoshop. Esiste anche un plugin scaricabile da internet che permette di farli aprire dal normale visualizzatore di immagini di Windows, ma il tempo di caricamento per ogni singola immagine è decisamente lungo.. circa 2/3 secondi. Nel momento in cui dovete sfogliare un album di 500/600 scatti vi assicuro che vi renderete conto della lentezza.

I Macbook e gli iMac 🍎 invece, supportano in modo nativo questi file, ma il discorso della velocità di caricamento resta più o meno la stessa. Anche in quel caso ci si deve appoggiare su programmi esterni per effettuare le opportune modifiche.

In quanto grezzi, i file RAW necessitano di una post produzione con qualche software di foto ritocco. Personalmente preferisco Photoshop, secondo me è il più completo e le infinite possibilità di utilizzo bilanciano la difficoltà nell’imparare come farlo funzionare. Su questo sito troverete un’ampia sezione dedicata alle guide di Photoshop.

Gli articoli contenuti nel blog sono importantissimi per muovere i primi passi su Photoshop, ma se volete realmente fare il salto qualitativo dovete seguire una delle mie lezioni private di Photoshop. Non si tratta delle solite lezioni, io vi insegno a sviluppare le fotografie come le mie.

VANTAGGI DEL RAW

Essendo un file che registra tutte le informazioni senza però “chiudere” la fotografia, avrete la possibilità di modificare numerosi parametri comodamente dal vostro pc.

Nitidezza, bilanciamento del bianco, spazio colore, distorsioni geometriche, vignettatura e le aberrazioni cromatiche. Insomma, tutto.

Con un file RAW potrete intervenire addirittura nella modifica dell’esposizione della fotocamera, correggendo la foto nel caso fosse sottoesposta o sovraesposta. Anzi, nei miei corsi di fotografia spiego come sfruttare questa funzione a nostro vantaggio per ottenere foto migliori.

La profondità di bit di un file RAW varia da 12 a 16, mentre per i Jpeg è solo 8. Questo è un dato molto importante, in quanto la profondità di bit definisce quanti bit saranno usati per creare un colore e quante saranno le sue sfumature. Quindi, se vorrete gestire l’intera gamma dinamica della vostra fotocamera, dovrete sfruttare questo formato.

GESTIONE DI RAW E JPG

Personalmente preferisco scattare tutte le fotografie in un doppio formato e selezionare quelle che davvero mi interessano.

Poi apro Photo Mechanic, un software a pagamento (circa 125€) della Camera Bits. Permette di importare le fotografie sul pc e di rinominarle in maniera sequenziale, aggiungere i tag e i metadati. Insomma, è la manna dal cielo per la gestione dei file.

Photo Mechanic è velocissimo quando sfogliate i vostri file, dovete assolutamente scaricare la versione di prova e testarlo. Inoltre cancellando il RAW vi cancellerà in automatico il Jpeg, perché ve li mostrerà “insieme” come un unico file. Non dovrete perdere tempo a cercarli separatamente.

Adobe Bridge invece fa più o meno le cose che fa Photo Mechanic. Ha il vantaggio di essere nell’ecosistema Adobe, quindi potrete aprire direttamente le immagini in Camera Raw o Photoshop, però non è così veloce ed intuitivo come Photo Mechanic. Li uso entrambi, dipende cosa devo fare.

C’è da dire che Adobe Bridge è incluso in Adobe CC gratuitamente, mentre Photo Mechanic va acquistato a parte, quindi: se acquistarlo non è un problema, consiglio Photo Mechanic. Se invece volete risparmiare qualche soldino, va benissimo Adobe Bridge.

COME LAVORARE I FILE RAW

Principalmente le scelte sono: Adobe Photoshop, Lightroom Gimp e Luminar. Quello che uso io e che preferisco è Photoshop. E’ il più “solido” sul mercato e cercando su internet troverete una valanga di lezioni/tutorial/corsi.

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