La Bussola 08 – Mostra di Elliott Erwitt a Milano

da | 27 Feb, 2020 | 0 commenti

In questo articolo voglio parlare della mostra di Elliott Erwitt a Milano, però data l’attuale situazione voglio spendere due parole (giusto due, promesso) per commentare alcune ripercussioni del Coronavirus su noi viaggiatori.

Scuole chiuse, musei chiusi, supermercati presi d’assalto, uno scenario post apocalittico. Mia moglie Vanessa è una biologa nutrizionista e ha uno studio dove ospita altri professionisti sanitari. Vediamo un sempre maggior panico, persone che annullano le visite mediche e che al primo starnuto non sanno se correre in ospedale o no.

Sicuramente dietro a questo panico c’è del vero, ma c’è anche una pessima informazione basata sul sensazionalismo, tanto per cambiare. Come dicevo, non posso e non voglio dedicare troppo tempo e spazio al Coronavirus, voglio solo fare presente una cosa dal punto di vista di un viaggiatore.

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DUE PAROLE SULLA SITUAZIONE DEL CORONAVIRUS PER NOI VIAGGIATORI

A breve dovrò partire (auspicabilmente) per andare a Vienna. Persone che conosco mi hanno chiesto se fosse il caso e se mi fidassi. Ma ragazzi, la risposta può essere solo una, ed è “ininfluente”. Mi spiego meglio: in questo preciso istante ci sarà un Viennese con un biglietto per Milano in mano e lui starà ricevendo le stesse domande “ma ti fidi ad andare a Milano?”.

La risposta quindi è: rimanere nella propria città o andare in un’altra città è qualcosa di realmente ininfluente. Se proprio volessimo tutelarci allora dovremmo vivere in isolamento per un tempo indefinito. Evitare i supermercati, le farmacie e qualunque altra attività fondamentale nella nostra quotidianità. È difficile, quasi impossibile da realizzare.

Quello che voglio dire è che tutelarsi ci sta, ma bisogna anche riflettere guardando le cose da altri punti di vista. Una città europea è tanto pericolosa quanto una città italiana. Non per nulla, ma semplicemente perché ci sono tante persone e un aeroporto… tutto qui. Era una piccola riflessione che volevo fare, perché a volte pensare a voce alta fa bene. O anche un po’ per provocare delle reazioni, perché sono curioso di sapere cosa ne pensate voi.

LA MOSTRA DI ELLIOTT ERWITT A MILANO

A questo proposito, sabato ho speso tutta una giornata in centro a Milano. Dovevo incontrare dei clienti e ho approfittato per godermi una splendida giornata quasi primaverile. Sono andato a vedere la mostra fotografica di Elliott Erwitt e poi ho fatto una lunga passeggiata.

Andiamo per ordine: Elliott Erwitt è un fotografo americano appartenente all’agenzia fotografica Magnum. In realtà è un ebreo nato a Parigi e che fino ad una certa età ha vissuto in Italia, dopo di che è stato costretto ad emigrare negli Stati uniti a causa del Fascismo. A luglio compirà 92 anni ed è ancora vivo. È uno dei nomi più importanti e rappresentativi nella storia della fotografia.

Al Mudec di Milano (ovvero il museo delle culture) è possibile visitare la mostra dedicata ad Erwitt. In realtà è fuori già da ottobre, ma per una serie di impegni sono riuscito ad andarci solo ora. La buona notizia è che è stata prorogata fino al 29 di marzo, quindi chi come me non aveva ancora avuto modo di visitarla può farlo. Arrivare al Mudec è facilissimo, basta prendere un treno per la stazione ferroviaria di Milano porta Genova e camminare a piedi per una decina di minuti.

IL BIGLIETTO DI INGRESSO COSTA 18 EURO

La cattiva notizia è che non so se me la sento di consigliarvelo, né di sconsigliarvelo. Gli scatti di Erwitt sono stupendi, ma l’allestimento della mostra lascia un po’ a desiderare. C’è una pessima gestione delle luci, in più le foto sono state esposte con i vetri, cosa che personalmente odio. Ci sono talmente tanti riflessi che alcune immagini davvero non è possibile guardarle, si vede solo il riflesso di sé stessi. E diamine, per 18 euro di biglietto mi aspettavo decisamente di più, anche come numero di scatti esposti. Il prezzo corretto per questa mostra secondo me non può essere più di 12 o 13 euro, ma oramai stanno continuando ad alzare il tiro con i prezzi delle mostre, senza però aumentare la qualità. L’ho visto anche con la mostra dedicata all’armata di terracotta, della quale ho parlato in un articolo sul mio sito. Un prezzo -a mio avviso- completamente ingiustificato per delle riproduzioni e del materiale audiovisivo.

Premesso che il costo del biglietto è alto, che le fotografie non sono tantissime e che c’è questo maledetto riflesso nei vetri, beh, se amate la buona fotografia non potete non andare.

Anche perché andare in due significa spendere quasi 40 euro e con 40 euro si può prendere uno dei libri di Erwitt da Amazon, ed io ovviamente l’ho già fatto.

LINK CONSIGLIATI

Elliott Erwitt: https://amzn.to/2HRTmby
Catalogo della mostra: https://amzn.to/32yBvA4

Comunque non ho resistito, alla mostra ho preso anche un foto libro-intervista dove Biba Giacchetti pone delle domande ad Erwitt sulle sue fotografie. A sinistra ci sono le domande e a destra la foto.

Un botta e risposta di due o tre righe, ma è molto interessante perché racconta un po’ di aneddoti del dietro le quinte di quelle foto. Biba è la fondatrice dello studio Sudest57 e rappresenta nomi importantissimi come Steve McCurry, Paolo Pellegrin, Franco Pagetti e appunto Elliott Ewitt.

UN BEL GIRO A PIEDI PER MILANO

E poi il sole, il caldo, una giornata così piacevole. Uscito dalla mostra ho iniziato a camminare. Prima sono andato alla darsena di Milano dove ho fatto qualche ritratto alle persone che prendevano il sole, poi mi sono incamminato verso il duomo.

Due chilometri di passeggiata piacevolissimi. In mezzo alle persone, ai turisti. E’ fantastico osservare il loro sguardo di meraviglia mentre guardano la tua città. Per te è tutto normale, per loro è tutta meraviglia. Penso che questo possa aiutarci a ri-apprezzare un po’ il luogo in cui viviamo, perché ragazzi ve lo assicuro, l’Italia è meravigliosa.. ma di questo ne parlerò in una prossima puntata!

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