La Bussola 14 – Quanto è importante l’inglese quanto si viaggia?

da | 6 Apr, 2020 | 0 commenti

Nella puntata numero 14 del Podcast La Bussola – Tra viaggio e fotografia vediamo quanto è effettivamente importante conoscere la lingua inglese quando si viaggia. Per aiutarmi ho invitato Chiara Bollati, laureata in lingue.

ASCOLTA LA PUNTATA 14 DELLA BUSSOLA

I DATI DI CONOSCENZA DELL’INGLESE IN ITALIA

Secondo l’indice della conoscenza della lingua inglese EF EPI, l’Italia si trova al 36° posto nel mondo e tra gli ultimi in Europa, il che viene considerato un livello medio di competenza.

Apparentemente può non sembrare un dato basso ma a parer mio lo è, dato che l’Italia ha frotte di turisti che ogni giorno affollano le nostre strade e dato che siamo fortissimi nell’export di prodotti made in Italy.

QUANTO E’ IMPORTANTE L’INGESE IN VIAGGIO?

Per affrontare al meglio questa tematica ho invitato Chiara Bollati, laureata in Traduzione Letteraria e Tecnico-Scientifica presso l’università IULM di Milano. Innanzi tutto benvenuta Chiara, vuoi raccontarci di cosa ti occupi?

CHIARA: Buongiorno e, innanzitutto, grazie dell’invito. Attualmente mi occupo di Project Management in un’azienda del settore metalmeccanico, ma ho ancora occasione di svolgere traduzioni per privati nel tempo libero.

Devi sapere che io sono sempre stato un po’ nerd e tanti anni fa l’inglese era la lingua predominante dei videogiochi. Paradossalmente penso di aver imparato più cose su internet che a scuola. L’approccio scolastico l’ho sempre trovato troppo rigido, con un’eccessiva attenzione alla grammatica e poca parte “reale”, pratica. Tu invece hai seguito un percorso molto diverso dal mio, mi farebbe piacere conoscere cosa ne pensi e quali sono state le motivazioni che ti hanno spinta a studiare lingue.

Fin da piccola, sono sempre stata attratta dalle lingue straniere, ho avuto la possibilità di studiare l’inglese già alle elementari, come immagino tanti ragazzi della mia età. Andando avanti con gli studi, mi sono resa conto che una conoscenza scolastica non mi bastava più, forse anche perché tendo ad essere perfezionista di natura. Se a questo uniamo la mia passione per la lettura, la scelta di una laurea in traduzione è venuta quasi naturale. Tutto ciò va unito al fatto che sicuramente, una buona conoscenza dell’inglese sicuramente rappresenta una marcia in più sul lavoro.

Quanto è importante secondo te la grammatica? E quanto invece pesa il sapersi esprimere, magari sbagliando qualche verbo?

È chiaro che per sopravvivere in un paese straniero in cui l’inglese è diffuso, averne una conoscenza medio-bassa può essere sufficiente.

So che tu ami viaggiare e che in passato hai visitato paesi come India e Perù. Quanto ti è servito conoscere la lingua e quanti problemi ti ha risolto? Riusciresti ad immaginarti le stesse esperienze se non avessi parlato un’altra lingua oltre all’italiano?

CHIARA: Direi che la conoscenza dell’inglese si è rivelata fondamentale, in particolare in India. Ci sono stata con mio marito due anni fa d’estate, ci siamo appoggiati a un’agenzia locale per avere un servizio di taxi privato per un tour del Rajasthan di quindici giorni. Ecco, il nostro autista parlava unicamente inglese. Immaginatevi a dovergli chiedere di cambiare itinerario, o di avere una qualsiasi esigenza, anche la più banale,  e parlare solo italiano… in ogni caso, in generale, in India abbiamo trovato pochissime persone che sapevano la nostra lingua, e in ogni caso la loro consocenza era limitata a pochissime parole.  

A questo punto mi sembra di capire che tu sei d’accordo con me sull’importanza di studiare una lingua “extra” rispetto all’italiano. Ho letto un articolo dell’istituto ESL secondo il quale l’inglese è la lingua più diffusa al mondo come numero di parlanti. Questo dato quindi include anche le persone che non sono inglesi, ma che comunque parlano inglese come seconda lingua. Ha senso quindi studiare altre lingue oltre all’inglese?

CHIARA: Oltre all’inglese, ho studiato tedesco in università e russo in seguito. Al di là dell’ampliamento della propria cultura personale, che, a mio parere, rimane sempre un ottimo motivo per studiare una lingua straniera, ci sono Paesi in cui sicuramente parlare la lingua del posto facilita le interazioni o ci aiuta ad ottenere più semplicemente ciò che ci serve.   

Se volessimo dare dei consigli quindi a chi ci ascolta su cosa fare per migliorare il proprio inglese? Qualcosa di realizzabile insieme a tutti gli impegni della vita.

CHIARA: Se si ha già una conoscenza di base, sicuramente aiuta iniziare a guardare qualche film in lingua, guardare un telegiornale, una trasmissione, o leggere qualche libro semplice in inglese, se poi se ne ha l’occasione, si può anche rispolverare qualche vecchio libro di grammatica che si usava a scuola. Ovviamente, appoggiarsi a un insegnante rimarrebbe la soluzione migliore per una conoscenza più precisa, magari prendendo lezioni anche di conversazione legate all’ambito che ci interessa.

CONSIGLI PRATICI PER IMPARARE L’INGLESE

Vorrei chiudere dando un suggerimento personale su come allenare l’inglese.

Perché non iniziate ad ascoltare un Podcast in inglese? Siete qui ad ascoltare me, quindi sicuramente conoscete le varie piattaforme di podcasting. Cercatene uno che vi attira e lanciatevi. Io ne ascolto diversi americani e dal mio punto di vista è un mezzo fantastico perché ci permette di immergerci nella loro quotidianità senza filtri.

Faccio un esempio: se vi affidate solo ai media italiani avrete comunque una selezione delle notizie che vi arrivano fatta da qualche redazione o giornalista italiano. Se invece iniziate a leggere il New York Times o il Washington Post, o ancora ascoltare dei podcast in lingua originale, non avrete più filtri. Per voi sarà un po’ come vivere la quotidianità di New York, ed è una figata secondo me.

È una cosa che fino a qualche anno fa era impensabile, ora è alla portata di tutti.

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