Il privilegio di viaggiare

La fonte della saggezza

Premessa: A volte mi fermo a riflettere su quanto l’attuale società sia fortunata e su quanto io sia fortunato. Viaggiare è l’unico modo sensato per spendere il proprio denaro.

Quando sono solo amo camminare e riflettere. Entrare in un bar e sorseggiare un caffè ascoltando le storie di vita delle persone che mi circondano. Mi piace assegnare a queste storie un colore, immaginarlo steso su quella tela bianca chiamata vita. Ho sempre fatto pena come pittore, ma in questo caso sono le persone a dipingere al posto mio. Non c’è un tipo di storia che preferisco, mi affascinano semplicemente le interazioni tra esseri umani e vedere come le situazioni si evolvano e dipanino.
L’altro giorno per esempio, ero seduto in una tavola calda. Ad un certo punto della serata fa la sua comparsa il figlioletto di un cameriere, si trattava evidentemente di una visita a sorpresa al papà durante il turno di lavoro. Il cameriere totalmente preso dal suo operato, correva su e giù per servire i clienti, assorbito dal proprio lavoro. Come un equilibrista sgusciava tra i tavoli con decine di piatti tra le mani quando ad un certo punto vede il piccolo. La reazione è stata bellissima, il figlio aveva gli occhi colmi di gioia ed orgoglio nei confronti del padre che lavorava, a sua volta il genitore rifletteva una mescolanza di emozioni: felicità per la visita, mista ad imbarazzo.
Durante scene come queste vedo un sacco di colori, tanti quante le emozioni dietro un piccolo gesto. Quanto basta per catturare tutta la mia attenzione, come un cane che punta con lo sguardo uno scoiattolo.

Non lo so se è stato il viaggiare a farmi cambiare o se ha semplicemente risvegliato in me un interesse verso quello che mi circonda. So solo che ogni volta che prendo un aereo torno a casa con un souvenir nuovo all’interno di me. Un’apertura ed un’ottica diversa con le quali osservare il mondo. Sempre più disinteressato al materiale, sempre più disinteressato al superficiale.
Il dono più grande che ho ricevuto è quello di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo sulla Terra.

Gli occhi intriganti di una ragazza nei pressi di Kyoto, Giappone

Tutto è partito anni fa, ero rinchiuso in un luogo “protetto”. Avevo seguito alla perfezione il manuale fornitomi dai miei genitori. Trovare un lavoro serio, trovare una ragazza seria e comprare una casa.. anch’essa seria.
Dopo anni di serietà, le giornate apparivano identiche. I colori del cielo, della terra e della vita erano diventati monocromia, rappresentati tutti da un’unica scala di grigi. Dentro di me qualcosa lentamente stava morendo. La vita, dall’alto della sua meravigliosa imprevedibilità mi ha portato a rompere tutte quelle sicurezze che per anni avevo cercato e costruito. Da solo e a piedi ho iniziato a viaggiare alla scoperta del nostro mondo, di un mondo in perenne evoluzione. Un mondo duro, ma equo. Ho visto il bello ed il brutto, la luce e l’ombra e capito che il sole tramonta sia sul giusto che sull’ingiusto. Ma più di tutto ho imparato che il mondo è un gigantesco punto di vista che varia a seconda della prospettiva in cui lo guardi.

Quante volte parlando con amici e parenti vi sarà capitato di sentire “Vuoi viaggiare proprio li? Ma è pericoloso..
Dio solo sa quanto odio queste frasi fatte. E se vi dicessi che in nazioni che si credono più occidentalizzati ed evoluti del nostro ripetono le stesse frasi per il nostro paese?
Viviamo in Italia, la conosciamo bene e sappiamo che le cose spiacevoli accadono, ma che in linea di massima la vita procede serenamente. Eppure dall’altra parte del mondo, qualcuno ha paura di quel che siamo, del nostro paese. Così come qualcuno da noi ha paura di un paese che percepisce distante. Se vi dicessi Afghanistan, Iran, Pakistan.. che paura, vero? Posso chiedere il perché?
La risposta non è la guerra, non sono ragioni politiche e non sono nemmeno gli attentati, quelli accadono anche in Europa. La reale motivazione è la mancanza di esperienza, la paura di qualcosa che non si conosce.

Viaggiare è l’unico strumento che vi permetterà di entrare in contatto con persone che non conoscete, abbracciare culture diverse e vi darà modo di capirle, diventare più tolleranti e scoprire che loro sono identici a noi, e noi a nostra volta siamo identici ad altri popoli.

Risuona uno stupendo requiem per l’ignoranza.

L'amore non conosce etnia e colore

Prendete il vostro tempo. Prendete il vostro denaro. Lasciate alle spalle quello che conoscete per esplorare qualcosa di nuovo. Ho sentito dire che il mondo è stato esplorato completamente e che la frontiera reale per gli avventurieri sia lo spazio. Forse. Io credo che il mondo sia stato esplorato fisicamente, ma non sappiamo nulla di chi vi abita. Il vero viaggiare è all’interno di noi stessi.

Nel buddismo quella condizione estatica, il puro godimento, viene definito nirvana. Per me il nirvana è partenza.

Piccoli monaci che giocano a calcio - Birmania