Mv Agusta Brutale – Moto in Sardegna

Viaggiare in due su Mv Agusta Brutale, si può? Reportage in Sardegna

Qualche giorno fa vi anticipai che i colori della mia MV Agusta Brutale 800 edizione “Italia” si sarebbero fusi con il blu del mare e del cielo, sul rovente asfalto della Sardegna meridionale. Ed eccomi qui, grazie anche al supporto di Givi, a raccontarvi la prima parte della mia missione: dimostrare che è possibile viaggiare su una moto sportiva, su terreni sconnessi e farlo in due.

La domanda che mi sono posto all’inizio di questa avventura è se fosse possibile viaggiare in due con una Mv Agusta Brutale. La risposta è: forse. A costo di dire una banalità, non è semplice ma neanche così drammatico come si tende a pensare. Dopo aver percorso i primi 1000 Km inizio ad avere un’idea più chiara.

Nonostante la Mv Agusta Brutale sia stata creata per muoversi velocemente tra i cordoli di una pista, ci ha stupito quanto si sia rivelata mansueta e versatile su strade percorse quasi prettamente da Ducati Multistrada e Bmw 1200R. L’attrezzatura Givi si è rivelata ben bilanciata e mai invasiva, anche nei passaggi più difficoltosi (quando praticamente dovevo guidare in piedi). Arrivati a destinazione, lasciavamo le giacche all’interno delle borse laterali (chiuse da un lucchetto a combinazione) e i caschi legati sulla sella con un lucchetto elastico da bici.

Come assicurare la moto in traghetto
Mv Agusta Brutale Italia 800

Zainetto in spalla, ci si gode la Sardegna più rurale. I colori blu e bianco della Mv Agusta Brutale Italia risplendono sotto un sole caldo, torrido. L’unica cosa che impedisce alla moto di affondare nella finissima sabbia bianca è un coccio di vaso che porto con noi e che uso come sostegno per il cavalletto. Quando il sole tramonta, è tempo di salire in sella e tornare verso casa.

Nel nostro caso abbiamo deciso di sistemarci in una delle zone che reputo tra le più belle e suggestive della Sardegna, nei pressi di Villasimius. Il tratto costiero tra Cagliari e la Costa Rei è magnifico, un susseguirsi di tornanti e curve a strapiombo su un mare dalle tonalità azzurre e turchesi. Un asfalto tutto sommato curato e pulito (per quanto possa essere pulito un sabbioso asfalto costiero) rendono la cavalcata sicura e piacevole. Ogni giorno, dicevo, ci spostiamo di caletta in caletta, magari visitandone più di una. Molte di queste sono raggiungibili solo dopo lunghi tratti di strada sterrata e sconnessa.

Attrezzatura Givi su Mv Agusta Brutale Italia

Partiamo dall’attrezzatura: le borse laterali Givi (ST601 Multilock) offrono 22 lt di capienza ciascuna, ai quali vanno aggiunti i 4 lt della borsa da serbatoio (ST602 Tanklock) ed eventuali oggetti e zainetti agganciati con corde elastiche. Di capienza, insomma, ce n’è in abbondanza, persino per chi come me ha necessità di trasportare attrezzatura fotografica voluminosa. In traghetto le borse laterali a sgancio rapido si sono rivelate comodissime: mezzo giro di chiave e la borsa (con maniglia in gomma) ti segue fino in nave. All’interno avevo inserito un sacco lenzuolo per dormire per terra (passaggio ponte) ed una coppia di cuscini gonfiabili ad aria. All’arrivo ad Olbia rimpacchettare tutto e caricare in moto è stata questione di un istante. In precedenza avevo provato (su un’altra moto, un Monster Ducati) delle borse morbide senza alcuno sgancio rapido. Staccarle e riattaccarle ogni giorno era una vera tortura, tanto da decidere di lasciarle sempre agganciate e piene di vestiti anche quando parcheggiavo la moto in strada durante la notte (fortunatamente nessuno ha mai preso nulla).

Le borse laterali (ST601 Multilock) inoltre hanno un incavo per l’alloggiamento delle gambe del passeggero, il quale tutto sommato non ha particolari difficoltà. L’unica pecca del viaggiare in due è data dalla sella della Mv Agusta Brutale. La zavorrina si trova in alto, su una sella abbastanza inclinata e scivolosa. Ad ogni frenata, scalo di marcia o lieve accelerazione, tutto il peso scivola sulla schiena del guidatore ed inevitabilmente viene caricato sui polsi e palmi delle mani, che poco dopo perdono completamente la sensibilità. Ad ogni curva si perde completamente il piacere della guida e prende piede una sofferenza nel tenere in piedi una struttura non bilanciata da oltre 400 Kg (moto + bagagli + due persone). Se ci si volesse avventurare in solitaria, mi sentirei tranquillamente di consigliare la Mv Agusta Brutale per un viaggio, non è assolutamente così scomoda (da solo) come viene dipinta. In due è qualcosa che si può fare ma giungendo a dei piccoli compromessi. In primis bisogna accantonare la voglia di guidare. Intendo quel piacere duro puro di buttare il gomito per terra. Non si fa, e anche se si volesse, non si riesce. Come secondo punto è conveniente scegliere un campo base e giornalmente visitare una zona differente, spezzando così il peso del viaggio e non averlo tutto sulla schiena (o in questo caso, sui polsi).

Quindi nuovamente, alla domanda: “è possibile viaggiare in due con una Mv Agusta Brutale?”, la risposta è si. Volendo è possibile, ci si può divertire lo stesso a patto però di adattarsi a dei compromessi.